Canone RAI e Tasse27/07/2026lettura ~5 min

Imposta di soggiorno: ecco quando si paga e chi è escluso

Scopri quando si paga l’imposta di soggiorno, chi deve versarla e quali categorie di persone sono esentate dall’obbligo.

Imposta di soggiorno: ecco quando si paga e chi è escluso

Cos’è l’imposta di soggiorno e a cosa serve

L’imposta di soggiorno è un tributo locale applicato dai Comuni italiani alle persone che alloggiano in strutture ricettive situate nel loro territorio. Il suo scopo principale è quello di finanziare interventi e servizi legati al turismo, come la manutenzione urbana, la promozione turistica e il miglioramento dell’accoglienza. Introdotta in Italia dagli enti locali in base all’autonomia fiscale concessa dalla normativa nazionale, questa imposta varia per importo, modalità e destinatari a seconda del Comune e della tipologia di struttura ricettiva.

Chi deve pagare l’imposta di soggiorno

L’obbligo di pagamento dell’imposta di soggiorno riguarda, generalmente, chiunque pernotti in alberghi, bed & breakfast, campeggi, residence, case vacanza e altre strutture ricettive localizzate nei Comuni che hanno istituito questa tassa. L’imposta è dovuta per ogni notte di permanenza, fino a un limite massimo di giorni stabilito dal regolamento comunale.

I soggetti tenuti al pagamento sono:

  • Turisti italiani e stranieri che soggiornano nelle strutture ricettive del Comune che applica l’imposta
  • Viaggiatori per lavoro, studio o altre motivazioni personali
  • Clienti di tutte le tipologie di strutture ricettive, compresi affittacamere, agriturismi e campeggi

L’importo dell’imposta varia generalmente in base a:

  • Categoria e tipologia della struttura (ad esempio, hotel a 5 stelle pagano di più rispetto a B&B)
  • Numero di pernottamenti
  • Periodo dell’anno (in alcune località può essere stagionale)

Il pagamento avviene, di regola, direttamente presso la struttura ricettiva al momento del check-out, che poi provvede a versare quanto dovuto al Comune.

Chi è escluso dal pagamento: principali esenzioni

Non tutti sono obbligati a versare l’imposta di soggiorno. La normativa nazionale lascia ai Comuni una certa discrezionalità nel prevedere esenzioni, tuttavia esistono alcune categorie di persone che, in linea generale, sono esentate dal pagamento. È sempre consigliabile consultare il regolamento specifico del Comune di destinazione, ma tra le principali esenzioni generalmente previste vi sono:

  • Minori: spesso i bambini fino a una certa età (ad esempio, 10 o 12 anni) non pagano l’imposta
  • Disabili e accompagnatori: in molti Comuni, le persone con disabilità e un accompagnatore sono esentati
  • Operatori sanitari: chi soggiorna per motivi di salute, per sé o per assistere parenti ricoverati, può essere escluso
  • Autisti e accompagnatori di gruppi turistici: spesso non pagano l’imposta se prestano servizio per il gruppo
  • Residenti nel Comune: chi ha la residenza nel Comune dove si soggiorna non è soggetto all’imposta
  • Forze dell’ordine e personale in servizio: militari, forze di polizia, vigili del fuoco, quando pernottano per motivi di servizio
  • Studenti fuori sede: in alcuni casi, gli studenti iscritti a corsi universitari o scuole nel Comune possono essere esentati

Ogni Comune può ampliare o restringere l’elenco delle esenzioni, quindi è opportuno verificare sempre il regolamento aggiornato prima della partenza.

Come funziona il pagamento dell’imposta di soggiorno

Il pagamento dell’imposta di soggiorno segue una procedura piuttosto semplice e trasparente. Di seguito le principali fasi:

  • Comunicazione: la struttura ricettiva deve informare l’ospite circa l’importo e le modalità di pagamento dell’imposta al momento della prenotazione o dell’arrivo
  • Calcolo: l’importo viene calcolato in base al numero di notti e di persone soggette all’imposta, secondo le tariffe stabilite dal Comune
  • Pagamento: l’ospite versa l’importo dovuto direttamente alla struttura, generalmente al check-out
  • Ricevuta: la struttura rilascia una ricevuta o annota l’importo nella fattura del soggiorno
  • Versamento: la struttura trasmette periodicamente al Comune gli importi riscossi

È importante ricordare che l’imposta di soggiorno non è inclusa nelle tariffe di prenotazione su molte piattaforme online, ma viene richiesta separatamente al momento del soggiorno.

Imposta di soggiorno e casi particolari: domande frequenti

Molti viaggiatori si chiedono come comportarsi in situazioni particolari. Di seguito alcune delle domande più frequenti:

Pernottamento per motivi di salute

Chi soggiorna in una struttura ricettiva per motivi di salute, per sé o per assistere un familiare ricoverato, può essere esentato dal pagamento, previa presentazione di idonea documentazione medica o attestazione della struttura ospedaliera. La durata e le modalità dell’esenzione variano in base al regolamento comunale.

Studenti e lavoratori fuori sede

Gli studenti iscritti a corsi universitari o di formazione nel Comune e i lavoratori temporanei possono essere esclusi dall’imposta, ma solo se il regolamento locale lo prevede e in presenza di documentazione che attesti la ragione del soggiorno.

Gruppi organizzati e scolaresche

Le scolaresche in gita e i gruppi organizzati possono beneficiare di esenzioni totali o parziali, soprattutto per i partecipanti minorenni e per gli accompagnatori. Anche in questo caso, le condizioni sono stabilite dal Comune.

Case vacanza e affitti brevi

L’imposta di soggiorno si applica anche agli affitti brevi e alle case vacanza prenotate tramite piattaforme online. In questi casi, il gestore o il proprietario è tenuto a riscuotere l’imposta e a versarla al Comune, secondo le modalità stabilite.

Relazione con altre tasse e tributi

L’imposta di soggiorno si aggiunge ad altri tributi locali o nazionali eventualmente dovuti dal turista o dalla struttura ricettiva. Ad esempio, chi soggiorna in Italia deve anche considerare eventuali impatti sul bilancio familiare derivanti da altre imposte, come illustrato nell’approfondimento sul canone Rai 250 euro e come impatterà sul bilancio familiare.

Tabella riassuntiva: quando si paga e chi è escluso

Chi soggiorna Si paga? Note / Possibili esenzioni
Turista adulto Importo e modalità variabili per Comune e struttura
Bambino/minore In genere No Esenzione fino a una certa età (es. 10-12 anni)
Disabile e accompagnatore In genere No Prevista esenzione in molti regolamenti comunali
Operatore sanitario o assistente familiare In genere No Serve documentazione medica o attestazione
Autista/accompagnatore gruppi In genere No Solo se in servizio per il gruppo
Studente fuori sede Dipende Solo se previsto dal Comune e con documenti
Residente nel Comune No Generalmente esclusi dal pagamento
Militari, forze dell’ordine, VV.FF. In genere No Quando soggiornano per motivi di servizio

Obblighi delle strutture ricettive e sanzioni

Le strutture ricettive hanno un ruolo fondamentale nella gestione dell’imposta di soggiorno. Sono tenute a:

  • Informare i clienti sull’esistenza, l’importo e le eventuali esenzioni dell’imposta
  • Raccogliere l’importo dovuto da ciascun ospite
  • Rilasciare ricevuta o indicare l’importo nella fattura
  • Trasmettere periodicamente al Comune i dati degli ospiti e gli importi riscossi
  • Versare puntualmente le somme raccolte, secondo le scadenze fissate

L’omessa o tardiva riscossione, comunicazione o versamento dell’imposta può comportare sanzioni amministrative a carico della struttura, secondo quanto previsto dal regolamento comunale.

Consigli pratici e punti chiave per i viaggiatori

  • Informarsi in anticipo: prima di prenotare, verifica se il Comune di destinazione applica l’imposta di soggiorno e a quanto ammonta
  • Verifica le esenzioni: se appartieni a una categoria potenzialmente esente, procurati la documentazione necessaria (es. certificato medico, attestazione di servizio, carta d’identità per i minori)
  • Attenzione alle piattaforme online: molte prenotazioni online non includono l’imposta di soggiorno, che dovrà essere pagata direttamente in struttura
  • Conserva la ricevuta: la ricevuta del pagamento può essere utile in caso di contestazioni o per usufruire di eventuali rimborsi
  • Consulta il regolamento comunale: ogni Comune può prevedere regole diverse, quindi verifica sempre le disposizioni aggiornate sul sito ufficiale del Comune o chiedi direttamente alla struttura

Conoscere le regole sull’imposta di soggiorno permette di evitare spiacevoli sorprese e pianificare meglio il proprio viaggio, tenendo conto dei costi aggiuntivi e delle possibili esenzioni.